VERSIONE ITALIANA 🇮🇹
Alla scoperta di un mondo
Sparse in tutta Europa si trovano migliaia di baite e rifugi non custoditi, aperti a tutti. Nessuna prenotazione, nessun check-in: solo una porta, una stufa a legna e la fiducia che chi parte lascerà abbastanza legna per chi verrà dopo.

Una serie, quattro stagioni
Per un anno vivrò seguendo il ritmo di queste baite. Dodici episodi da 26 minuti sottotitolati in italiano, immersi completamente in questo mondo, per raccontare un universo parallelo. Dalle hytter scandinave alle baite dei pastori dei Pirenei, dai bothy scozzesi ad alcuni dei rifugi più spettacolari d’Italia. Legno, pietra o lamiera; creste di montagna, coste, foreste o pareti a picco: le baite europee rivelano una straordinaria diversità e un patrimonio che ancora oggi è poco raccontato.
La serie segue il ciclo delle stagioni: la durezza dell’inverno, il risveglio della primavera, l’energia dell’estate e la malinconia dell’autunno. Ogni stagione porta con sé i propri paesaggi, i propri incontri e la propria luce.
Le persone dietro le baite
Gimme Shelters parte alla ricerca di chi dà vita a questi luoghi: pastori, alpinisti, sciatori e amanti della natura. Ogni episodio dà un posto centrale a persone le cui storie sono profondamente legate a questo mondo, per la maggior parte già individuate prima della partenza. Ma le riprese lasciano volutamente ampio spazio all’imprevisto e agli incontri spontanei, perché sono proprio questi momenti a rappresentare l’essenza dello spirito delle baite.

Il viaggio
Porto avanti questo progetto da quattro anni. Ho già visitato più di 350 baite e trascorso in questi luoghi quasi un anno intero. Il 1° gennaio 2027 partirò davvero: un anno intero in viaggio, con il mio cane Elvis al mio fianco, la mia chitarra e un libro degli ospiti itinerante che passerà di baita in baita, raccogliendo le parole delle persone che incontrerò lungo il cammino.
Trasmettere un’etica per preservare questo patrimonio
Poiché non si può parlare delle baite senza interrogarsi sul loro futuro, la serie affronterà anche il tema della loro conservazione.
Non si tratta di creare una guida turistica né di condividere sui social la posizione di queste baite. L’obiettivo è ispirare, mostrare la fragilità di questo patrimonio comune e imparare insieme a prendercene cura, ispirandosi in particolare alla cultura della condivisione e al diritto di accesso alla natura (Allemannsretten) presente in altri Paesi europei.
«Una baita libera non è un luogo da consumare, ma una porta aperta sulla natura selvaggia. E il modo migliore per mantenerla aperta è imparare, insieme, a prendercene cura.»

Un libro degli ospiti itinerante
Ma l’avventura non si fermerà allo schermo.
Parallelamente alla serie, un libro prenderà forma lungo tutto il viaggio. Partirò con un libro degli ospiti itinerante, che porterò di baita in baita, invitando ogni persona che incontrerò a lasciare una traccia del proprio passaggio: qualche parola, una storia, un disegno, un pensiero, un ricordo…
Con il tempo, questo libro diventerà la memoria collettiva dell’avventura. Permetterà di andare oltre i 12 episodi, conservando voci e storie che forse non troveranno spazio nella serie, e darà vita a un oggetto che apparterrà, almeno un po’, a tutti coloro che avranno preso parte al viaggio.
Ciò che il vostro sostegno contribuirà a finanziare, chi sono e come unirsi all’avventura: è tutto qui sotto.

A cosa serviranno i fondi?
Una buona notizia: per quanto riguarda l’attrezzatura video, ho già provveduto personalmente a tutto il necessario. Attualmente dispongo di una Sony FX30, un drone DJI Mini 3 Pro, un DJI RS4 Mini, obiettivi e un’attrezzatura audio leggera. È stato tutto pensato per essere il più mobile possibile, garantendo al tempo stesso una qualità cinematografica al progetto.
Il finanziamento Ulule servirà quindi specificamente a coprire la logistica delle riprese e del viaggio:
Trasporti (35%) : carburante, traghetti, pedaggi, manutenzione del veicolo...
Logistica delle riprese sul campo (25%) : pernottamenti tecnici (necessari almeno ogni 10 giorni per il trasferimento dei girati), autonomia energetica...
Gestione e backup dei girati (13%) : archiviare, salvare e mettere in sicurezza diverse centinaia di ore di girato durante un anno di riprese.
Produzione e attrezzatura (10%) : materiali di consumo, piccole riparazioni, accessori, sostituzioni in caso di rottura.
Imprevisti e contrattempi di viaggio (10%) : per tutte le sorprese e le avventure che la strada ci riserverà!
Assicurazioni e sicurezza (7%) : veicolo, attrezzatura di ripresa, responsabilità civile, sicurezza.
Questa campagna non coprirà l’intero costo dell’avventura. Una parte significativa delle spese di viaggio sarà infatti sostenuta direttamente da me, continuando a investire i miei fondi personali nel progetto per tutta la durata dell’anno (circa 12.000 euro in 12 mesi).
Il vostro sostegno permetterà così di rendere possibile ciò che sarebbe difficile finanziare da soli...

Chi c’è dietro al progetto?
Mi chiamo Arnaud, ho 35 anni. Ho fondato l’associazione Les Films Refuges per dare vita a questa serie documentaria e, spero, sviluppare in futuro altri progetti audiovisivi attorno agli stessi temi.
Sono insegnante di chitarra e direttore di una scuola di musica. Ho studiato produzione audiovisiva e ho conseguito un Master in Composizione per il Cinema e l'Audiovisivo. Ho costruito la mia vita attorno alla musica, quindi è naturale che questa avrà un ruolo essenziale nella serie.
Cinque anni fa, ho aperto per la prima volta la porta di una cabina libera. È stato l’inizio di una passione che non mi ha mai più lasciato. Dopo aver trascorso centinaia di notti in questi luoghi, ho deciso di dedicare il prossimo anno a dare vita a questo progetto, che significa davvero molto per me.
Credo profondamente che i valori e lo spirito che queste baite rappresentano meritino di essere celebrati e di ricevere il giusto riconoscimento.


